Sarò stato 1
Saro' stato un filo d’erba,
quel tremore che al mattino
fa balbettare la brina—
e già mi scioglie, mi sparpaglia
come sillaba che cerca il suo fiato.
Sarò stato dove il vento
strappa via le ultime vocali
ai nomi delle cose:
lì ho sentito la terra farsi
ricordo che fruscia,
quasi un segreto in controluce.
Sarò stato nel guado
tra un dire e il non dire,
dove l’eco inciampa
e rinasce più scabra,
pietruzza rotolata
nel gorgo del giorno.
Sarò stato—e non so dove—
se in un lampo infeltrito di sole
o nel groviglio delle ombre.
Ma qualcosa mi tiene, mi sveglia:
una radice che insiste,
che mi chiama ancora al nome.
Commenti
Posta un commento