Della fine
iene, la fine, non come un taglio, ma come un bordo che lentamente si sfilaccia nell’aria— silenziosa, quasi gentile nel suo modo di smettere. Un giorno soltanto troverà freddo ciò che prima ardeva: le pietre stanche del proprio calore, le foglie che non cercano più vento, l’acqua che non ricorda il suo scorrere. Tutto farà un passo indietro per lasciare spazio a un respiro più largo. Eppure, nella fine, c’è un chiarore che non pesa: una piega di mondo che si volta piano, come chi si congeda senza voler disturbare. Un pulviscolo di istanti che continua a brillare anche mentre si spegne. Così la fine resta un principio capovolto: una soglia che si dissolve e porta con sé soltanto ciò che ha saputo farsi leggero— un nome sussurrato, una domanda che non chiede risposta, la minuscola gioia