Salvezza di un frammento


Nel quasi-silenzio che precede il giorno
si sente passare una vena d’aria,
una sillaba appena nata
che cerca ancora il suo respiro.


Tra le siepi, il filo del pensiero
si assottiglia fino a farsi nebbia.
È lì che il cuore prova a dire
quello che non osa prendere forma.


Anche la luce sembra incerta,
appesa a un niente che trema.
E in quel tremito — minuscolo, segreto —
ritorna una promessa che non ricordo.


Allora mi fermo, come chi ascolta
il passo di qualcosa che sfugge.
E forse è solo questo il vivere:
salvare un frammento, e lasciarlo vibrare.

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